ANNA PITZALIS

SARDEGNA 37

Idea progetto “Sardegna 37” è metterre in rete le diversita’ culturali delle Regioni Storiche della Sardegna attraverso le peculiarità dei singoli territori. Diversità come ricchezza, ogni regione storica custodisce delle eccellenze alimentari, prodotti agroalimentari, piante spontanee, gustosi e semplici piatti dalla storia millenaria, straordinari percorsi ambientali e culturali. 

Un APP per vivacizzare la nostra curiosità, la voglia di scopriredettagli e curiosità, luoghi e realtà della nostra straordinaria Sardegna.

“Sardegna 37″ – la prima applicazione che ci permetterà una totale immersione virtuale tra la cultura dei luoghi, aziende che producono le nostre eccellenze, percorsi naturalisti e ricettari delle 37 regioni storiche della Sardegna e di creare il nostro album di viaggio e collezionare i comuni visitati.

Grazie all’incontro di Anna con il progetto GMT Sardinia HUB che dispone della piattaforma Tellingstons, il progetto può “decollare”!

SARDEGNA: ARMONIE DI SUONI E COLORI

L’evento “Sardegna; Armonie di Suoni e Colori” coinvolge i Centri Commerciali di Cagliari (I Fenicotteri), Sassari (Porte di Sassari), e Olbia (Olbia Mare), ossia gli ex CC Auchan. Oggi prendono il nome di Gallerie Commerciali Sardegna.

Sardegna Armonie di Suoni e Colori è conoscere le diversità culturali delle Regioni storiche della Sardegna attraverso i cori e i costumi tradizionali dei singoli territori, . 

Diversità come ricchezza. Ogni regione storica custodisce un patrimonio culturale immenso, tra i quali i beni immateriali come i canti. Le 37 regioni storiche della Sardegna vantano la presenza di numerosi cori oltre ai Tenores (unicità tutta sarda, patrimonio dell’UNESCO) e i preziosi gruppi folk che portano avanti cultura e tradizione dei 377 comuni della Sardegna.

Il centro commerciale diventa un luogo dove far incontrare e avvicinare i territori. Eventi che accenderanno curiosità e voglia di scoprire le eccellenze della nostra straordinaria Sardegna. 

Sono stati individuati cori e gruppi della regione storica che ospita il Centro Commerciale o regioni storiche in prossimità dell’area geografica. Il progetto partito il 5 di aprile a Cagliari con Coro e gruppo folk di Cagliari e nello stesso (I Fenicotteri) chiude la rassegna, il coro storico di Nuoro, culla e madre dei cori della Sardegna, e si conclude il 9 di agosto a Olbia con il gruppo folk di Olbia. Un’armonia di suoni e colori che vibra dal sud al nord della Sardegna, dove aprono o chiudono gli eventi realtà della città che ospita il CC.

In tutti gli eventi si presenta il Coro/gruppo folk: provenienza, storia del coro e dei canti. L’evento è caratterizzato da un momento molto particolare: la vestizione dell’abito femminile. Un’attività che coinvolge e cattura il pubblico presente che assiste in diretta alla complessa e affascinante vestizione del costume femminile, mentre verranno raccontati gli elementi che lo compongono. L’alto numero dei componenti i cori e i gruppi folk sono di grande impatto visivo e scenico.

Ogni evento si conclude con una degustazione di dolci tipici del comune/territorio del coro/gruppo folk ospite nel Centro Commerciale.

LA SARDEGNA NEL CUORE

La Sardegna nel cuore è un progetto che nasce durante il lockdown causato dalla pandemia Covid19, un periodo che ha costretto chi lavorava nel mondo degli eventi come Anna Pitzalis a una pausa quasi totale. I periodi bui nascondono sempre dei risvolti curiosi, come nel suo caso, dove le macchine da cucire e i tessuti che durante l’infanzia respirava nel magico laboratorio sartoriale di sua zia e di sua mamma, riemergono e prendono forma.

Cosi, unendo passione per il cucito e amore per la cultura della Sardegna, Anna ha disegnato la sua prima borsa. Borsa che nasce da un elemento fondamentale della vita; l’amore.

L’amore per la mamma e per la sua grande arte del “saper fare” per soddisfare le esigenze dei suoi dieci figli; quelle mani instancabili che creavano e amavano, ed è proprio da uno dei suoi oggetti che nasce l’elemento che caratterizza le borse e la sua linea “La Sardegna nel cuore”; una formina di metallo a forma di cuore, che utilizzava per fare le sue straordinarie e profumate ciambelle.

Anna crea così, un cuore di velluto rosso, che riempie di lana di pecora del suo territorio e di profumatissime erbe selvatiche.

Questa, è la storia di un cuore che nasce per abbracciare e portare con sé la storia di un territorio che ospita laghi e nuraghi, dove i pascoli profumano di erbe selvatiche e nutrono le generose greggi, le quali ci regalano beni preziosi come la loro lana.

Questo territorio è la Sardegna! …un oggetto è la sua storia…

“La Sardegna nel cuore”

.La Sardegna racchiusa in un cuore che strofini e che ti regala l’emozione dei profumi di questa magica terra, unito a trama e ordito, trine e velluto.

Anna personalizza e crea sempre borse diverse e attribuisce alla borsa il nome della donna che la indosserà per prima. Perché gli oggetti che vestono non sono solo i colori ma anche i profumi della Sardegna.

La Sardegna nel Cuore” racchiude anche una linea di articoli personalizzati con grafiche, dove la geometria della tessitura si unisce al floreale dei costumi tradizionali.

I manufatti (cuscini, tovagliette, portacellulari, portapane e ancora tanti altri) raccontano il territorio, traducendo paesaggi e scorci dei centri storici, intrecciando e cucendo materiali naturali come: sughero, lana, fili di rame, spago e altri elementi naturali nel pieno dell’ecosostenibilità ambientale.

Oggetti che possono avere alcune imperfezioni perché rigorosamente realizzati a mano, valorizzandone l’unicità.

La Sardegna nel Cuore è un dialogo tra tradizione e innovazione. Questa linea di merchandising non è solo un insieme di oggetti, ma un vero e proprio dialogo tra due anime della Sardegna: la delicatezza effimera dei fiori e la solida eternità delle geometrie.

Partendo dal passato Anna ha lavorato ad un design innovativo per creare prodotti che rispettassero l’autenticità dei materiali e delle tecniche, ma che sapessero parlare al linguaggio del mondo contemporaneo.

…questa è la sua storia… la storia di Anna, la storia della Sardegna nel cuore, una storia di resilienza, di chi attraverso questo progetto ha trovato nuove energie per rimettersi in gioco. Quindi, questo, non è solo un nuovo progetto, ma un progetto di rinascita; la sua rinascita!

SIMONE E PAOLO OLLANU

IL PROGETTO “NURTIME”

Archeologia del futuro. Identità, pietra e visione nel progetto NurTime

In Sardegna, terra di pietre antiche e silenzi carichi di memoria, prende forma un progetto visionario che intreccia saperi arcaici e strumenti contemporanei: NurTime. Un’iniziativa che affonda le radici nella materia primigenia dell’isola – la pietra – per dare nuova voce a una civiltà millenaria e, al tempo stesso, rinnovare il dialogo tra spiritualità, identità e paesaggio.

Perdas Novas è l’associazione culturale promotrice del progetto NurTime, nato molti anni fa dalla passione di Simone Ollanu e Claudio Ollanu, fratelli di Gergei, per la civiltà nuragica, le sue architetture uniche al mondo, le pietre ciclopiche, e un amore senza confini per la propria terra. Cresciuti tra i muretti a secco, i siti archeologici e i banchi di pietre giganti nella loro terra, attratti dalle architetture di pietra degli antichi costruttori in Sardegna, si cimentano da oltre dieci anni negli studi e nell’analisi sul campo di quelle arcaiche tecniche costruttive a secco, le cui tracce sono ancora oggi disseminate negli oltre 7.000 nuraghi distribuiti nell’isola.

Insieme fondano l’associazione culturale Perdas Novas per estendere alla collettività la visione “rivoluzionaria” dei fratelli Ollanu con il progetto NurTime: realizzare in Sardegna, nell’agro di Gergei, il più grande cantiere sperimentale archeologico per la costruzione ex novo di un Nuraghe trilobato, con la supervisione di un comitato tecnico-scientifico costituito da esperti e studiosi, per contribuire a valorizzare e promuovere il patrimonio architettonico monumentale della civiltà nuragica.

“Un progetto ciclopico, inclusivo, di tutti: della Sardegna, dell’Italia, del Mediterraneo, del mondo. Un sogno concreto, per volare in alto restando ben saldi alle proprie radici”, affermano con motivata convinzione.

Il progetto si propone di far convivere sia la dimensione fisica della costruzione in scala reale di un nuraghe complesso sia lo sviluppo di un suo gemello digitale, capace di generare nuovi dati e metterli a sistema, per indagare il passato in continuità con il presente e costruire scenari futuri, creando una nuova narrazione per la Sardegna, inserita nel contesto più ampio del Mediterraneo.

NurTime è costruire per conoscere, innovando valori sociali ed economici attraverso la creatività e l’intelligenza collettiva. È dare voce a una storia che non è nostalgia, ma spinta verso l’avvenire. Un’operazione che mira a far emergere saperi espliciti e impliciti capaci di tessere una “memoria” più forte e più adeguata alla straordinarietà della Sardegna, testimoniata dal suo incredibile e unico patrimonio archeologico e culturale. Rendere visibile ciò che solo apparentemente è invisibile: il Paesaggio Sardo. I Sardi.

Il progetto NurTime affonda le sue radici nella materia primigenia della Sardegna: la pietra. In Sardegna, la pietra non è solo materiale: ogni blocco è uno scrigno di memoria, non solo geologica, ma anche culturale, testimonianza di una continuità profonda tra passato e presente. I nuraghi sono la massima espressione di questa relazione: architetture che sfidano il tempo, fatte della stessa sostanza della terra sarda.

“Ricostruire un nuraghe oggi significa riaffermare questa connessione, riportando in vita un sapere costruttivo ancestrale – afferma Simone Ollanu – ma anche ribadire che la nostra identità non è immobile: è un processo vivo, che possiamo riabitare e reinterpretare. La nostra è un’impresa archeosperimentale: non ci limitiamo a studiare il passato, ma lo rendiamo esperienza diretta. Ricostruire un nuraghe con gli stessi strumenti e materiali degli antichi significa riscoprire il loro sapere empirico, capire come si muovevano le pietre, quali equilibri architettonici garantivano stabilità. Questo processo è anche un’esperienza sensoriale unica: il suono della pietra che si incastra, il peso degli strumenti, il ritmo del lavoro collettivo. È nel ricostruire la memoria che si ricompone l’identità, perché abitare uno spazio è il primo passo per riconoscersi in esso”.

La Sardegna è una terra in cui il sacro non ha mai smesso di trasformarsi, mantenendo però una coerenza profonda. I nuraghi erano luoghi di culto, di osservazione astronomica, di incontro tra uomo e cosmo. Questo senso del sacro si è poi stratificato nelle chiese, nei culti dei santi, nelle feste che ancora oggi conservano echi di riti ancestrali. NurTime si inserisce in questo dialogo senza forzature, perché racconta una continuità: il bisogno umano di radicarsi in un luogo e di dargli significato.

Nel progetto convivono tradizione e innovazione, applicando strumenti digitali come il metaverso e la realtà immersiva. La tecnologia, se usata con consapevolezza, non è un ostacolo alla tradizione, ma un mezzo per amplificarla. I gemelli digitali e il metaverso permettono di esplorare i nuraghi in modi impensabili: è possibile camminarci dentro prima ancora che siano costruiti, studiarne ogni pietra, rendere accessibile l’esperienza anche a chi è lontano. Ma la chiave è sempre il rispetto della loro anima: la tecnologia non sostituisce la materia, la esalta.

I nuraghi ci parlano di durata, di resilienza, di una civiltà che costruiva per il futuro, non per il consumo immediato – prosegue Simone Ollanu. Oggi siamo abituati a un tempo veloce, ma proprio per questo sentiamo il bisogno di riscoprire strutture che sfidano i millenni. Costruire un nuraghe oggi è un atto di resistenza culturale: significa ricordare che esistono valori che meritano di essere tramandati, che il nostro orizzonte deve andare oltre il presente”.

Per troppo tempo la Sardegna è stata raccontata come periferia, come luogo sospeso tra leggenda e isolamento. Ma i nuraghi raccontano una verità diversa: la civiltà nuragica era connessa con il Mediterraneo, scambiava idee, tecnologie, visioni. NurTime vuole restituire alla Sardegna questo ruolo centrale, farne un laboratorio di cultura e innovazione, un punto di riferimento per chi cerca un nuovo equilibrio tra radici e futuro.

NurTime è una forma di “indagine poetica” perché la storia non è solo un insieme di dati e misurazioni, ma anche un racconto che dobbiamo saper ascoltare: mettere una pietra sopra l’altra è come scrivere un verso antico che torna a parlare.

Ma è, soprattutto, un’operazione collettiva, non un progetto calato dall’alto. Le persone partecipano attivamente, apprendono le tecniche costruttive, raccontano la loro visione del passato e del futuro. Un prezioso caso di “cantiere culturale partecipato”, dove non si costruiscono solo muri, ma relazioni, consapevolezze, nuovi orizzonti.

Infine, come può un’operazione artistico-archeologica diventare uno strumento di riscatto sociale, economico e umano? “La cultura non è un lusso – sostiene Claudio Ollanu – è un motore di sviluppo. Il nostro progetto può creare lavoro, attirare turismo di qualità, generare nuove competenze. Ma il riscatto non è solo economico: è anche identitario. Quando una comunità riscopre il valore delle proprie origini, acquista forza, visione, dignità. Questo è il vero cambiamento: tornare a essere protagonisti della propria storia!

Qui un interessante articolo per approfondire: https://www.nurnet.net/blog/nurtime-ritorno-al-futuro-nuragico-larcheologia-sperimentale-entra-nellera-digitale/

RAMONA BAVASSANO

IN OUR GARDEN

In Our Garden è un bio-agriturismo fondato il 15 agosto 2020 da Ramona e Claudio nato da una start-up di innovazione sociale. “L’innovazione sociale può rigenerare il mondo” afferma Ramona Bavassano, ligure, originaria di Varigotti (SV). Lasciato il lavoro di consulente direzionale, occupandosi di azioni di responsabilità sociale d’impresa e di permacultura fin dagli anni 2000, dopo aver partecipato tra i professionisti del progetto che ha portato Matera a diventare capitale europea della cultura 2019, Ramona si trasferisce nel sud dell’isola. Qui partecipa col progetto In Our Garden, al percorso Cambiamenti ideato da Sardegna Ricerche, l’agenzia regionale per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, con l’obiettivo di valorizzare le migliori idee d’impresa ad alto valore sociale, culturale e creativo. E Ramona risulta tra le vincitrici.

 In our garden è l’azienda agricola che gestisce a Quartu, si estende per 55 ettari: fulcro ecosostenibile del cambio di vita compiuto col compagno Claudio, nel segno di un cambiamento responsabile, è frutto di esperienze che l’hanno portata a girare il mondo, dal Brasile alla Giamaica, seguendo la stella polare dell’innovazione sociale.

In Our Garden é un ecosistema aperto che produce benessere relazionale connettendo persone e natura, offrendo esperienze e ospitalità, creando cibi e cose buone e fatte bene, sviluppando potenziale rigenerativo con mani, testa e cuore.

Ramona e Claudio hanno decenni di esperienza in gestione di progetti complessi e vogliono continuare a imparare e condividere insieme ad altre persone biodiverse con cui produrre contagiose, amorevoli e divertenti buone vibrazioni.

Le attività svolte sono:

  • Esperienze di benessere nel parco In Our Garden. Passeggiate a piedi nelle vigne vista mare, riconoscimento piante e erbe spontanee, percorso acqua, aria, terra e fuoco.
  • Vendita diretta prodotti naturali da agricoltura rigenerativa. Permacultura in azione, adozione e cogestione di particelle di piante perenni, erbe officinali e frutteto
  • Ospitalità in agriturismo e partecipazione alle attività sociali e culturali. Ospitalità in fattoria, Ristorazione Socializzante, Eventi culturali, artistici e pratiche olistiche.

In Our Garden vuole diventare un incubatore rurale d’impresa e un co-living rurale. Fra le novità in arrivo è prevista anche la realizzazione di un orto naturale proprio di fronte alla casa, in maniera che turisti e chiunque possano fare la spesa. «Faremo tutto entro quest’anno – promette Ramona – e lo faremo insieme con l’intelligenza collettiva, sfruttando conoscenze da tutto il mondo, per diffondere conoscenze nella direzione della sostenibilità ambientale della Sardegna».

L’impresa, nelle meravigliose colline vista mare di Quartu S. Elena, punta a fare rigenerazione del suolo con la piantumazione di piante e arbusti perenni naturalizzati, a realizzare una Foresta di Cibo con la formula agroecologica  del Giardino Foresta, a fare landscaping funzionale massimizzando la raccolta e gestione dell’acqua piovana e a sviluppare orti sinergici, piante aromatiche e officinali, piccoli frutti e colture oleaginose, raccolta di piante spontanee, installazioni e residenze artistiche in un Parco Rigenerativo, in cui i visitatori possono imparare divertendosi e creare relazioni fruttuose con altre persone e con il territorio.

Il paesaggio derivante da tutto ciò è differente dalla tipica immagine “industrializzata” dell’azienda agricola e assomiglia di più a un sistema naturale, in cui diverse specie di piante e animali convivono ricavando ognuno il suo spazio e aiutandosi reciprocamente.

In permacultura imitano i modelli della natura e includono zone con caratteristiche precise, per cui viene creata differenziazione funzionale.